Una nuova pubblicazione scientifica del progetto ARISE evidenzia le priorità nell’assistenza ai pazienti affetti da anemia falciforme (SCD), in particolare nei contesti ad alto carico di malattia come la Nigeria.
Lo studio, intitolato “Healthcare Professionals’ Perspectives on Sickle Cell Disease Care in Nigeria: A Grounded Theory Study”, è stato pubblicato sull’International Journal of Scientific Trends. Rappresenta uno dei principali risultati di ricerca sviluppati nell’ambito di ARISE dal Dr. Abubakar Abdulkareem del Barau Dikko Teaching Hospital (BDTH, Nigeria), ospitato presso la Fondazione Gianni Benzi durante il progetto. Le nostre ricercatrici Annalisa Landi e Lucia Ruggieri hanno contribuito allo studio, che è stato supervisionato congiuntamente da Fedele Bonifazi (Coordinatore ARISE e Presidente FGB), Baba Inusa (Principal Investigator ARISE) e Livingstone Dogara (medico e referente ARISE presso il centro BDTH).
La pubblicazione affronta un aspetto cruciale e spesso trascurato della gestione della SCD: i bisogni degli operatori sanitari che lavorano quotidianamente con pazienti in contesti a risorse limitate, dove la malattia rappresenta un onere significativo. Lo studio è stato condotto in quattro centri clinici a Zaria (Nigeria) utilizzando una rigorosa metodologia qualitativa basata sulla grounded theory, combinando focus group e interviste individuali.
Sono emerse cinque principali aree prioritarie: disponibilità di strutture e attrezzature adeguate, spazi clinici e di laboratorio sufficienti, formazione strutturata e aggiornamento continuo, politiche operative standardizzate e registri elettronici dei pazienti.
Lo studio offre prospettive approfondite e multidisciplinari, fornendo una solida comprensione contestualizzata dei bisogni nell’assistenza alla SCD. L’approccio analitico consente una rappresentazione strutturata ma completa di problematiche complesse. I risultati evidenziano che il miglioramento dell’assistenza richiede investimenti coordinati nelle infrastrutture diagnostiche e informative, una riprogettazione degli spazi clinici e di laboratorio, percorsi di sviluppo professionale continui e sensibili al contesto, e la co-creazione di politiche operative che rendano concretamente applicabile l’assistenza basata sulle evidenze.
Lo studio è disponibile gratuitamente qui.
