Doping e dipendenze: conoscere per prevenire

Giu 26, 2026

Il 26 giugno si celebra la Giornata Mondiale contro l’abuso e il traffico illecito di droga promossa dalle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi legati all’uso di sostanze e sull’importanza della prevenzione, dell’informazione e dell’accesso alle cure.

In questa occasione, Fondazione Gianni Benzi rinnova il proprio impegno nella promozione della cultura della salute, della ricerca scientifica e dell’informazione basata sulle evidenze, strumenti fondamentali per comprendere e contrastare fenomeni complessi come le dipendenze, l’abuso di sostanze e l’uso improprio dei farmaci.

Le dipendenze rappresentano oggi una sfida sanitaria, sociale e culturale che coinvolge tutte le fasce di età. Accanto alle sostanze tradizionalmente associate alla dipendenza, emergono nuove forme di vulnerabilità legate alla ricerca della performance, al benessere immediato e all’utilizzo improprio di farmaci o altre sostanze con finalità non terapeutiche.

Un tema che coinvolge anche il mondo dello sport.

La recente vicenda che ha coinvolto il marciatore Alex Schwazer, risultato positivo all’eritropoietina (EPO) in un controllo antidoping, ha riportato l’attenzione su una delle sostanze più note e discusse nell’ambito del doping, evidenziando ancora una volta la complessità di un fenomeno che coinvolge aspetti scientifici, etici e di salute pubblica.

L’EPO è un farmaco utilizzato in medicina per il trattamento di alcune forme di anemia. Quando viene impiegato senza indicazione terapeutica, può aumentare la produzione di globuli rossi, e migliorare la capacità di trasporto dell’ossigeno ai muscoli, incrementando resistenza e prestazione fisica. Tuttavia, questo vantaggio illecito può però avere conseguenze importanti per la salute: un aumento eccessivo dei globuli rossi rende il sangue più viscoso e può favorire complicanze cardiovascolari gravi tra cui trombosi, embolie, ictus e infarto.

Per la Fondazione, il doping non rappresenta soltanto una violazione delle regole sportive. È soprattutto un problema di salute pubblica, strettamente legato all’ uso improprio dei farmaci e alla diffusione di una cultura della prestazione che può spingere alcune persone a ricercare scorciatoie per migliorare risultati sportivi, scolastici o professionali.

Per questo motivo il fenomeno deve essere affrontato attraverso educazione, prevenzione e informazione scientificamente corretta, promuovendo conoscenza e consapevolezza, in particolare tra i giovani

L’impegno della Fondazione affonda le proprie radici nell’attività del Professor Gianni Benzi, farmacologo e tra i principali studiosi italiani del fenomeno del doping. Per il professor Benzi, la lotta alle sostanze dopanti significava innanzitutto tutelare la salute degli atleti, promuovere un uso appropriato dei farmaci e difendere i valori dello sport attraverso la ricerca, l’educazione sanitaria e la divulgazione scientifica.

Oggi questi principi restano più attuali che mai. In un contesto in cui il concetto di dipendenza assume forme sempre nuove e in cui la pressione verso la performance interessa non solo lo sport ma molti aspetti della vita quotidiana, informare e sensibilizzare rappresentano strumenti essenziali di prevenzione.

In occasione di questa ricorrenza, la Fondazione invita a consultare gli approfondimenti già pubblicati sul tema del doping e della prevenzione, con l’obiettivo di favorire una riflessione più ampia sul rapporto tra salute, dipendenze, farmaci e responsabilità individuale e collettiva.

Nelle prossime settimane questo percorso proseguirà con una nuova serie di FGB Pills, brevi contenuti divulgativi dedicati ai principali temi della salute, della farmacologia e della prevenzione, con l’obiettivo di rendere accessibili a tutti informazioni affidabili e basate sulle evidenze scientifiche.

Conoscere è il primo passo per prevenire..

È da questo principio, oggi come ieri, che prende forma l’impegno di Fondazione Gianni Benzi nella promozione di una cultura della salute fondata sulla conoscenza, sulla responsabilità e sulla forza della ricerca scientifica .