L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato un nuovo rapporto tecnico che delinea le priorità globali di ricerca per gli studi clinici pediatrici. La pubblicazione, The future of paediatric clinical trials – setting research priorities for child health, stabilisce un’agenda coordinata per colmare lacune critiche nelle evidenze riguardanti i bambini da 0 a 9 anni.
Nonostante i progressi nella salute infantile, molti bambini – soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito – continuano a fronteggiare malattie prevenibili e un accesso limitato a trattamenti adeguati alle loro esigenze. I bambini restano sottorappresentati negli studi clinici, con conseguente scarsità di evidenze utili a definire politiche e linee guida cliniche. La nuova agenda mira a supportare i Paesi e i partner nel concentrare la ricerca laddove possa generare il massimo beneficio per la salute pubblica.
Le priorità sono state sviluppate attraverso un processo globale e inclusivo, che ha coinvolto esperti, responsabili di programmi nazionali, ricercatori e rappresentanti delle comunità. Oltre 380 stakeholder hanno contribuito con più di 650 quesiti di ricerca, esaminati e perfezionati fino a definire 172 aree prioritarie che coprono le malattie infettive, le malattie non trasmissibili, la salute del neonato, lo sviluppo della prima infanzia e la nutrizione.
Il rapporto evidenzia inoltre l’importanza della collaborazione regionale, dell’integrazione della ricerca nei sistemi sanitari nazionali e del rafforzamento della capacità istituzionale per studi multicentrici condotti in più Paesi. Invita inoltre a sviluppare approcci di finanziamento coordinati per accelerare l’attuazione e garantire che gli sforzi di ricerca siano orientati verso gli ambiti di maggiore impatto..
L’OMS lavorerà con gli Stati Membri e i partner per sostenere l’adozione di questa agenda, promuovere il dialogo intersettoriale e mobilitare risorse per la ricerca prioritaria. Concentrandosi su priorità condivise e garantendo un’inclusione equa, l’iniziativa mira a rendere la futura ricerca pediatrica più capace di rispondere alle esigenze di tutti i bambini.
