Il 19 giugno, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) ha pubblicato la prima linea guida globale sulla gestione della drepanocitosi (sickle cell disease, SCD) in gravidanza, affrontando una sfida sanitaria critica e in crescita che può avere conseguenze potenzialmente letali sia per le donne sia per i neonati.
La gravidanza aumenta significativamente i rischi per la salute delle donne affette da SCD. Esse presentano un rischio di mortalità materna da 4 a 11 volte superiore rispetto alle donne senza la patologia e sono più esposte a complicanze quali la preeclampsia. Anche i neonati presentano un rischio maggiore di morte intrauterina, prematurità o basso peso alla nascita.
Fino ad oggi, la maggior parte delle raccomandazioni in questo ambito si basava su pratiche adottate in Paesi ad alto reddito. Le nuove raccomandazioni dell’OMS mirano a supportare gli operatori sanitari a livello globale, in particolare nei Paesi a basso e medio reddito, dove la malattia è più diffusa.
La linea guida include oltre 20 raccomandazioni chiave, tra cui:
- supplementazione con acido folico e ferro (con adattamenti per le aree endemiche per la malaria)
- gestione del dolore e delle crisi falcemiche
- prevenzione delle infezioni e degli eventi trombotici
- utilizzo di trasfusioni profilattiche
- monitoraggio regolare della madre e del feto
L’OMS sottolinea inoltre l’importanza di un’assistenza rispettosa e personalizzata, adattata ai bisogni, alla storia clinica e alle preferenze di ciascuna donna. Viene inoltre evidenziata la necessità di contrastare stigma e discriminazione nei contesti sanitari, che frequentemente colpiscono le persone affette da SCD.
Considerata la complessità della patologia, l’OMS evidenzia l’importanza di un approccio multidisciplinare, che coinvolga ematologi, pediatri e specialisti in ostetricia e ginecologia con competenze nella salute materno-infantile.
