A seguito della consultazione pubblica, la European Medicines Agency (EMA) ha pubblicato il Reflection paper on use of real-world data in non-interventional studies to generate real-world evidence for regulatory purposes, fornendo indicazioni più chiare sulle aspettative regolatorie e sugli standard metodologici. I punti chiave includono:
- Applicazioni regolatorie: chiarimenti su quando gli studi basati su Real World Data (RWD) possano supportare le sottomissioni regolatorie;
- Intelligenza artificiale (AI): qualora utilizzata per l’elaborazione dei dati, devono essere dettagliati nel protocollo di studio metodologia, potenziali bias e impatto sui risultati;
- Raccolta dati primaria vs secondaria: nuove indicazioni affrontano fattibilità, bias di selezione e informazione, accuratezza dei dati e considerazioni etiche quando i RWD derivano da raccolta primaria piuttosto che da uso secondario;
- Coinvolgimento dei pazienti: maggiore enfasi sull’inclusione di pazienti e gruppi di advocacy nella progettazione e governance degli studi;
- Governance, etica e protezione dei dati: rafforzato allineamento con il General Data Protection Regulation (GDPR) e gli standard europei di protezione dei dati;
- Qualità e affidabilità dei dati: maggiore attenzione alla validazione degli algoritmi di codifica dei dati e riferimento al framework di qualità dei dati HMA-EMA;
- Analisi statistica: distinzione più chiara tra analisi di sensibilità e analisi supplementari, con raccomandazioni per la loro pre-specificazione nei protocolli e discussione precoce con le autorità regolatorie.
L’obiettivo è rafforzare la solidità scientifica ed etica degli studi basati su RWD a fini decisionali regolatori, favorendone un utilizzo più ampio nella ricerca clinica. Ciò è particolarmente rilevante nell’ambito delle malattie rare, dove la limitata disponibilità di dati e le difficoltà di arruolamento ostacolano la generazione di nuove evidenze.
